Mag 15 2012

Rimedi naturali Aloe: la tua “farmacia naturale” a portata di mano!

Dai rimedi naturali degli antichi egizi, passando dai cavalieri templari fino a noi… Scopri le proprietà di questa fantastica pianta!

Category: AloeErboristeria La Giostra @ 10:10

Rimedi_naturali_aloeI rimedi naturali a base di Aloe sono tantissimi, grazie ai suoi principi attivi, questa pinta, trova impiego come integratore alimentare e in cosmetica.

L’Aloe è una pianta perenne della famiglia delle Aloeaceae che predilige temperature calde e secche. Il suo aspetto è ormai inconfondibile, con lunghe foglie raggruppate a ciuffo di consistenza carnosa, dovuta al “famoso” gel contenuto al loro interno.

Le specie classificate di Aloe sono più di 300, hanno svariate dimensioni e sono diffuse in tutto il pianeta, ma se guardiamo le virtù curative che possano costituire un rimedio naturale, il campo si ristringe.

Le principali specie con proprietà curative, di questa “magica” pianta sono:

  • Aloe arborescens: ha un altissima concentrazione di principi attivi nel gel, che però, ha una resa piuttosto scarsa
  • Aloe vera, chiamata anche Aloe barbadensis miller: ha un alta quantità di gel nelle sue foglie
  • Aloe ferox: ha un ottima concentrazione di vitamine e sali, ma il resto dei principi attivi non ha concentrazioni omogenee

Rimedi_naturali_aloeLa varietà di componenti rende l’Aloe una “farmacia naturale”; esaminiamo meglio le proprietà e i rimedi naturali di questa fantastica pianta:

  • Azione purificante: dovuta all’aloina, al potassio e agli zuccheri complessi (polisaccaridi)
  • Azione nutritiva: dovuta all’ampia gamma di sostanze che vanno dai minerali, agli amminoacidi, alle vitamine…
  • Proprietà cicatrizzante: grazie all’acemannano stimola la riproduzione dei tessuti
  • Proprietà antivirale: è dovuta ai vari principi attivi, in particolare quelli propri dell’acemannano
  • Proprietà antinvecchiamento: contrasta i radicali liberi grazie alle vitamine (C ed E in particolare), agli oligoelementi antiossidanti (magnesio e selenio), prolina e saponine.
  • Proprietà antinfiammatoria e lenitiva locale: dovuta gli steroli vegetali
  • Proprietà antibatterica: grazie all’azione antisettica dell’acido cinnamico e crisofanico
  • Proprietà antidolorifica: dovuta all’acido acetilsalicillico

Rimedio naturale Aloe, un tuffo nella storia tra miti e leggende

Rimedi_naturali_aloe

Non si sa con precisione da quanto tempo l’uomo abbia iniziato ad utilizzare il rimedio naturale Aloe per scopi terapeutici; uno dei primi documenti dove viene menzionato il rimedio naturale Aloe per scopo farmaceutico risale al 2100 a.C. su una tavoletta d’argilla sumerica, ma già nel 4000 a.C l’aloe appariva nei disegni di un antico tempio egizio.

Molti popoli giovarono delle proprietà ricavate dai rimedi naturali a base di Aloe, venerandola per le sue propretà guaritrici, poco a poco, la pianta si ricoprì di con un velo di mistero e leggenda.

Gli Egizzi chiamavano l’aloe vera “Pianta dell’immortalità”, veniva coltivata personalmente da Salomone e abitualmente utilizzata dalle regine egiziane Nefertiti e Cleopatra.

I cavalieri templari univano l’aloe vera ad un miscuglio con canapa e vino di palma, dandogli il nome di “L’elisir di Gerusalemme” per garantire salute e longevita

Gli arabi chiamavano l’aloe vera “il giglio del deserto”, gli Indù “la guaritrice silenziosa”, gli antichi medici cinesi “rimedio armonioso”

Un antica leggenda narra che Alessando Magno conquistò l’isola di Socotra, ricca di coltivazioni d’Aloe, solo per poter giovare dei benefici di questa pianta in maniera costante, dando modo ai suoi soldati di guarire dalle ferite procurate in battaglia.

Hanno detto dell’Aloe:

“Quattro vegetali sono indispensabili per la vita dell’uomo: il grano, la vite, l’ulivo e l’aloe; il primo lo nutre, il secondo gli allieta il cuore, il terzo lo armonizza, il quarto lo guarisce.” _ Cristoforo Colombo _

“Possedere un aloe vera è come avere una farmacia in una pianta” _ Dr. Winters _

Scegli l’Aloe adatta a te:

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Set 28 2010

L’importanza degli enzimi sul metabolismo

Non si è necessariamente quello che si mangia, bensì quello che si riesce a digerire

Category: NutrizioneErboristeria La Giostra @ 18:49

Il Dr Howell, pioniere dell’impiego clinico degli enzimi di derivazione vegetale, riteneva che la lunghezza della vita fosse proporzionale alla quantità di enzimi consumati nel processo della digestione.

Gli enzimi, infatti, vengono dirottati dal loro naturale impiego metabolico, in particolar modo quelli del sistema immunitario, allo scopo di digerire cibo cotto, in cui una temperatura di 48°C per più di 15 minuti, distrugge completamente gli enzimi essenziali. Agli enzimi, catalizzatori di natura proteica dotati di alta specificità, si deve l’ordinato svolgersi di quella miriade di reazioni che hanno luogo incessantemente nella materia vivente e che nel complesso costituiscono il metabolismo. Senza di essi la maggior parte delle reazioni sarebbe estremamente lenta e, per accelerarle,occorrerebbero mezzi chimici o fisici, troppo energici per le delicate strutture cellulari.
L’attività degli enzimi assolve quindi una funzione essenziale per la realizzazione del complesso biochimismo cellulare.

Le malattie degenerative croniche sono imputabili a una grave carenza enzimatica.

Quando si mangiano alimenti cotti, gli enzimi deputati a digerirli vengono prodotti da altri organi o tramite un costante drenaggio degli stessi dal sistema immunitario; quando tutto questo si verifica nell’arco di un’intera esistenza, gli organi deperiscono e vengono sopraffatti dalla malattia.

Il pancreas umano è due o tre volte più pesante e grande rispetto a quello degli altri mammiferi, attribuendo la causa di tale caratteristica al consumo di una eccessiva quantità di alimenti cotti, che costringe la ghiandola a un’iper produzione enzimatica con conseguente ipertrofia.

Con il passare del tempo il nostro organismo non produce più la stessa quantità di enzimi di quando eravamo bambini o giovani. Non si è necessariamente quello che si mangia, bensì quello che si riesce a digerire, un miglior processo digestivo, coadiuvato da enzimi di derivazione vegetale, dovrebbe costituire il punto di partenza di qualsiasi programma di tutela della salute; quando l’organismo riesce ad ottenere quello di cui necessita e nel momento in cui ne ha bisogno esso produce meraviglie.

A tutt’oggi nessuno è riuscito a creare un enzima partendo da materiale sintetico, gli enzimi si possono creare esclusivamente partendo da materiale organico vivente. Il problema è che i preparati enzimatici tradizionali hanno una limitata efficacia. Le formulazioni in pastiglie, infatti, a causa del calore inerente alla lavorazione perdono almeno il 50% dell’attività enzimatica; gli enzimi derivati dalla frutta esotica (papaina e bromelaina) forniscono un apporto di due o tre enzimi, che non coprono in alcun modo il fabbisogno enzimatico del nostro organismo, che si aggira intorno a 10.000 enzimi giornalieri e da ultimo non dimentichiamo che gli enzimi sono macromolecole proteiche che nella loro forma non scomposta vengono assimilati dall’organismo solo in bassa percentuale.


La domanda è: “Come procurarsi al giorno d’oggi una gran quantità di enzimi funzionanti endogeni?”

Il Dr. Hans Niedermaier, farmacista e chimico alimentare, nel 1970 si è posto questa domanda e dopo 30 anni di ricerche ha scoperto il processo di fermentazione a cascata.

Partendo da frutta, noci e verdure biologiche sminuzzate si effettuano varie fermentazioni successive tramite l’aggiunta dei microrganismi per ottenere una scomposizione di tutti gli elementi efficaci con notevole aumento dell’energia vibratoria e trasformare gli enzimi molecolarmente grandi in subunità enzimatiche costituite da piccole catene peptidiche di informazione terapeutica potenziata, che hanno la possibilità attraverso i villi intestinali di raggiungere il circolo sanguigno e venire in gran parte assorbiti anche già tramite la mucosa orale.

Il prodotto finale è privo di zucchero, alcol e conservanti, privo di microrganismi viventi:

Regulat è un meraviglioso elisir di aminoacidi, flavonoidi, polifenoli, carotenoidi, vitamine, minerali che garantisce un potenziale antiossidante elevatissimo. Con la somministrazione degli enzimi scomposti si mira a restituire all’organismo il suo equilibrio (omeostasi), ostacolando così disfunzioni metaboliche, iperacidità, invecchiamento di articolazioni o tessuti e ossidazioni incontrollate, responsabili dei sintomi acuti o cronici di molte malattie.


Dottoressa Claudia Campagnoli

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